
Ex parcheggio lato poste centrali
Ottobre 2008 la “fiera del disagio”
Ottobre tempo di fiera.
Da sempre Scandicci ha valorizzato il suo patrimonio produttivo mettendolo in mostra, alla “grande”fiera di Scandicci che dura una settimana e culmina il secondo giovedì di ottobre con il fierone.
Una volta erano i prodotti della terra e gli animali a farla da padrone, oggi sono la moda, il commercio, l’artigianato a mettere in mostra la loro alta qualità e professionalità.
Fin qui niente di sbagliato, anzi fornire una ribalta al tessuto produttivo del nostro territorio diventa una di quelle esigenze a cui un’Amministrazione dovrebbe guardare non soltanto per dare lustro a se stessa, ma soprattutto per aiutare lo sviluppo di quell’imprenditoria piccola e media che tanto dà in qualità e ricchezza alla nostra città.
Premesso questo dobbiamo rilevare come ad oggi l’Amministrazione pur con tutta la buona volontà possibile non sappia conciliare l’esigenza della fiera e dei cittadini.
Non soltanto la fiera sta perdendo sempre più la sua connotazione locale, insieme a molti imprenditori del settore che non vi partecipano; ma addirittura sta mettendo a rischio la propria esistenza se continuano a volerla fare nel luogo meno opportuno e più provinciale che esista, cioè il centro.
Evidentemente questa Amministrazione non crede nella forza attrattiva della qualità, ma crede soltanto che la fiera “funzioni” se si trova in centro.
Certo scommettere sul futuro è rischioso, ma a lungo andare paga, in consenso e in risultati.
La miopia di questa Amministrazione è talmente palese che basta girare per il centro di Scandicci intorno al Comune, in tutte quelle strade ingorgate dai lavori della tramvia, in un traffico caotico e irrazionale che vede sensi unici che cambiano, strade che diventano a doppio senso di marcia o semplicemente che vengono chiuse al traffico, il tutto dall’oggi al domani, in una notte.
Gli scandiccesi non sanno più dove andare a parcheggiare, visto che alcuni parcheggi sono stati addirittura soppressi per mettere gli stand, non sanno come attraversare la città, da Vingone a Casellina tutto diventa difficile, quasi insormontabile.
Ci chiediamo quale vantaggio, oltre al disagio, viene da questa manifestazione ai cittadini?
Si parla, o almeno si sente dire, che uno stand costa 6-8 mila €, se ciò è vero ci chiediamo dove questi soldi vanno a finire, un po’ di trasparenza non guasterebbe.
Inoltre a tutto questo va aggiunto Sirio, il nuovo “treno” poiché non assomiglia certo ad un tram, che vede i cittadini fare la fila per salire ad ammirare le carrozze, anche se poi la fila per prenderlo e andare a Firenze non ci sarà.
Per non parlare dei binari che dividono a metà gli stand e la città creando ancora più disagio.
Speriamo non sia in piccolo la rappresentazione di ciò che accadrà con la tramvia una volta in funzione.
A tutto ciò va aggiunto il caos del rumore derivante da un luna park anch’esso rigorosamente posizionato in centro così come la migliore tradizione vuole, con grave disturbo per i palazzi vicini.
Forse è il momento di ripensarla nella propria concezione culturale e collocazione fisica.
Siamo partiti da una fiera del bestiame con le giostre che si realizzava il secondo giovedì di ottobre, in P.zza Matteotti, una fiera di paese, ad un luogo di eventi culturali, dove erano presenti le scuole di Scandicci, le Associazioni, tutto quel tessuto vitale che forma una cittadinanza attiva, dove si svolgevano importanti e significativi dibattiti; per giungere ad una mera fiera del tutto commerciale, con stand che sempre più la fanno assomigliare ad una mostra dell’artigianato in tono ridotto rispetto a quella della fortezza e con una partecipazione sempre meno frequentata dai commercianti di Scandicci.
Forse sarebbe il momento di spostarla, come tutte le fiere in un’area vicina alle grandi vie di comunicazione, dotandola di un parcheggio adeguato fuori dal centro e se fosse possibile con una struttura stabile in modo da creare spazio anche per il Luna Park che diventa sempre meno funzionale inserito sul giardino davanti al palazzetto dello sport.
Siamo una delle poche città che possiede ancora il concetto “dell’ammucchiata in centro” mentre ci vogliamo candidare ad essere con il nuovo progetto Rogers una città all’avanguardia.
Cosa teme l’Amministrazione? Forse che la gente non andrebbe a visitare la fiera se fosse fatta in una zona diversa?
Allora la fiera non è un evento eccezionale all’insegna del bello e dell’innovazione, semplicemente un diversivo dalla noia quotidiana se un cittadino non si sposterebbe per andarla a vedere.
Se la paura è questa, vuol dire che anche per l’Amministrazione la fiera non vale niente, non è una realtà di pregio capace di creare un indotto per l’attività ed il commercio di Scandicci, solo fumo negli occhi e disagio.
Dunque “cara Amministrazione”una visione senza futuro perché così concepita e realizzata la fiera rischia di essere non “un sentimento” ma un … grande caos.

Lato della casa del CNA