Electrolux per non dimenticare!
Gli operai della Electrolux dopo un lungo calvario che ha visto gettarsi nella disperazione molte famiglie del territorio sta avviandosi alla conclusione per certi versi scontata , quella della chiusura dello stabilimento con il conseguente licenziamento degli operai.
Certamente questa vicenda non può essere ascritta nelle pecche dell’Amministrazione, e molte sono state le voci che si sono sollevate a difesa del lavoro e delle famiglie, basta ricordare due veglie di preghiera una alla Pieve di Settimo e l’altra davanti ai cancelli della Electrolux organizzate dalle parrocchie del Vicariato di Scandicci.
Oggi assistiamo alla solidarietà della provincia ed all’impegno del Comune, di tutti.
Però la vicenda solleva a nostro avviso delle questioni inquietanti, prima fra tutte l’uso del territorio.
Abbiamo assistito in questi anni al caso Matec che ha voluto raddoppiare la fabbrica dando l’illusione di spostare delle linee di produzione a Scandicci e una volta che è stato dato parere favorevole dall’Amministrazione, la Matec ha chiuso i battenti licenziando tutti e vendendo a privati il nuovo capannone, certamente realizzandone un guadagno.
Altro caso “Prada”, che doveva insiediarsi nell’ex fonderia delle Cure, aveva perfino già realizzato la torre che si vedeva da tutte le parti e poi non è approdata a niente.
Infine si parla di università a Castelpucci ma crediamo che oggi l’idea sia già accantonata.
Allora ci chiediamo, forse occorre valutare meglio queste grandi multinazionali, queste società che non hanno interessi legati al territorio, forse l’Amministrazione dovrebbe richiedere garanzie esigere “nero su bianco” impegni precisi a tutela delle famiglie del proprio territorio.
Pensare ed aspirare ad avere grandi firme di prestigio alla fine diventa un boomerang nei confronti della gente, forse occorrerrebbe rivedere una politica indirizzata verso l’internazionalismo per guardare al locale a ciò che fa comodo al cittadino di Scandicci.
In questo crediamo che l’Amministrazione sia deficitaria, incapace di vedere abbagliata com’è dalle luci della ribalta che poco hanno a che vedere con chi non ce la fa a giungere a fine mese.