Il pasticcio dell’istruzione a Scandicci
Andare a Scuola a Scandicci…
Parlare delle scuole di Scandicci vuol dire parlare di un’idea di scuola che da sempre si è scontrata con la miopia di chi governa.
Si pensa la scuola di secondaria importanza, per l’Amministrazione la scuola è il luogo dei tagli di ciò che si può mettere da una parte, come il progetto per l’Handicap terminato nel 2007 e non più rinnovato, non è una risorsa.
Ad onor del vero c’è stato un momento in cui la scuola era al centro dell’attenzione di tutti, quando dal 1999 al 2004 l’assessore alla pubblica istruzione di allora, Claudio Raspollini mise mano al piano scolastico territoriale per il riassetto delle scuole di Scandicci.
Ci furono sollevazioni popolari e dibattiti.
Tutti contro quel piano, sembrava dovesse stravolgere l’istruzione a Scandicci, ed invece entrò in vigore nell’anno scolastico 2005-2006 quando l’assessore non c’era più.
E funziona! Oggi è in atto!
Si deve a quel piano l’istituzione dei 3 istituti comprensivi e il via a tutta l’edilizia scolastica, la Marconi in via Verdi, l’Anna Frank, La Spinelli di San Giusto, l’ampliamento della Pettini.
Ma soprattutto si notava che diventava strategico costruire nuove scuole materne e medie inferiori a causa dell’aumento della popolazione, perché a Scandicci si cresce, basta vedere quanto è stato costruito.
Questo non è stato fatto, si sono lasciati passare gli anni campando di rendita.
Una rendita che non serve a niente perché i nodi vengono al pettine.
Oggi le scuole sono insufficienti e si appresta l’urgenza di mettere mano a nuove opere.
Infatti circola per la città una voce, non siamo molto inclini a farlo, ma questa voce se risponde al vero e si realizzasse quanto viene detto sarebbe una vera tragedia per la città.
Durante una riunione del P.D. scandiccese si è affrontato il nodo delle scuole paventando un piano scolastico pasticciato che parte dal primo fallimento di questo Sindaco così tanto sensibile alle esigenze dei cittadini.
L’università della moda nel giro di tre anni se ne andrà, non ci sarà il polo della università a Castelpucci e neppure da altre parti.
E tutti i soldi spesi per quell’opera?
Inoltre si parla di spostare al CNR la palazzina dietro al Russell-Newton la scuola media Superiore Sassetti Peruzzi, quella di via Ciseri alle Bagnese, il Liceo Artistico, la succursale di piazza Boccaccio e l’ampliamento di un eventuale Russell-Newton, per mettere alla ex scuola rossa una scuola media inferiore necessaria per Scandicci.
Io non so se tutto questo è vero c’è chi assicura di sì.
Se così fosse vuol dire che siamo governati da degli ottusi che non riescono a costruire un percorso valido per Scandicci, il piano scolastico di allora, quello del 2004, prevedeva la costruzione di una nuova scuola media inferiore a Scandicci e prendeva in esame uno sviluppo serio del territorio dal punto di vista dell’istruzione.
Ora siamo in presenza del “fai da te” pestilenziale già per le vacanze turistiche, figuriamoci per la politica e lo sviluppo di un territorio.
Ciò che ci stupisce è che questa Amministrazione pensa proprio che i cittadini siano così ottusi da non rendersene conto?
L’eccellenza delle scuole e della moda sta andando a farsi friggere per un’ incapacità di analisi seria del territorio e delle sue risorse che prima di tutto risiedono nelle scuole e nell’educazione delle giovani generazioni, in un corpo docente preparato e attento ai bisogni dei ragazzi, basta pensare alle scuole dell’infanzia comunali e statali punti d’eccellenza ma che vedono già oggi le liste d’attesa, oltre alla poca considerazione da parte di costoro e i pochi fondi destinati all’istruzione.
Certamente per chi ritiene la città un sentimento (vorremmo sapere quale) e non un insieme di persone e famiglie che quotidianamente si scontrano con i problemi del vivere, il rincaro dei libri, servizi inadeguati, sostegni alle famiglie con disabili ed anziani inesistenti, allora per costui tutto va bene anche l’improvvisazione, tanto come spesso si dice “ci penserà chi viene dopo”.
E i cittadini? Speriamo si sveglino!