Ricordando il sig. Bellini

La dignità umana tra le corsie autostradali.

É sceso il silenzio, ormai a distanza di mesi non si parla  di ciò che è accaduto al sig. Bellini, di come a seguito di un T.S.O. (Trattamento Sanitario obbligatorio) sia stato portato via con la forza dalla sua abitazione e ricoverato al reparto psichiatrico del Nuovo Ospedale di San Giovanni di Dio (Torregalli) in quanto nocivo a se stesso ed agli altri, trattato come un malato psichiatrico perché difendeva il proprio diritto a vivere secondo i propri desideri.
Desideri leciti e giusti, come quello di avere una casa rispondente alle proprie esigenze, una casa che aveva e che la società autostrade gli ha tolto abbattendola.
Non voleva un indennizzo, semplicemente che gli fosse restituito ciò che in ragione del “bene comune” gli veniva tolto.
Non mi sembra una richiesta tanto assurda.
Eppure, contro la sua volontà, si è operato come veniva fatto in tanti paesi dell’est europeo prima della caduta del muro di Berlino, si portavano via i cittadini colpevoli di affermare i propri diritti e si internavano nei manicomi di stato.
A Scandicci abbiamo assistito ad uno di questi fatti, un revival che non ha visto nessuno alzare la voce in difesa di quest’uomo così oltraggiato e oggetto di soprusi così gravi.
Solo la voce di don Carlo si è alzata in difesa della dignità e della libertà di ciascuno.
Hanno taciuto i parroci, i partiti politici i cittadini.
Mi preme però sottolineare alcune cose, per riflettere.
1.Si costruisce la terza corsia autostradale, certo alleggerirà il traffico diventato ormai caotico e difficoltoso, ma siamo sicuri che sia la scelta giusta? Siamo convinti che in un mondo dove si punta a voler diminuire il numero delle auto, potenziare ancor di più il trasporto di merci e persone su gomme sia la scelta giusta?
2.Un cittadino non ha il diritto di farsi le proprie ragioni? E laddove si debba scontrare con questi poteri forti, autostrade, amministrazione, chi lo tutela?
3.Se invece di un indennizzo in denaro chiede la restituzione del bene che gli viene sottratto perché non deve essere fatto?
4.E il Sindaco “Primo cittadino” di Scandicci, perché, visto che ha partecipato con la sua presenza all’esecuzione di questa terribile ingiustizia non ha tutelato il Bellini? Perché si è fatto complice della società autostrade?
5.E noi cittadini se questa sorte fosse toccata a nostro padre, a nostro fratello a noi stessi, non saremmo ora a manifestare il nostro dissenso?
Il sindaco nel suo manifesto elettorale aveva scritto che la “città è un sentimento”, dimenticandosi che è fatta di persone e non di astrazioni, che lui stesso deve rappresentare al meglio.
Non ci può essere buona amministrazione se il Sindaco scelto dai cittadini difende interessi “altri”.
Vorrei chiedere semplicemente a chi lo ha votato se questo è il comportamento che si aspettavano da lui, se questo è il comportamento che condividono, se la risposta è no! Allora sanno come fare alle prossime elezioni.
Permettetemi un’ultima nota, amara, ma necessaria, di quanti Bellini abbiamo bisogno per risvegliare le nostre coscienze umane e cristiane? Forse anche la comunità cristiana avrebbe dovuto dire qualcosa.

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